ADDIO AD OTTAVIANO BELLOTTO: “LA SINISTRA TREVIGNANA PERDE UN PROTAGONISTA”

“Oggi con la scomparsa di Ottaviano Bellotto, la sinistra trevigiana perde un protagonista della vita politica e sindacale della nostra provincia”. A dirlo, Giovanni Zorzi, segretario provinciale del Partito Democratico a Treviso, e Giovanni Tonella, segretario cittadino PD Treviso e ultimo Segretario provinciale DS Treviso.

“Fin dagli anni ’60, dopo il suo ingresso nel mondo del lavoro prima al Cotonificio di Conegliano poi alla Zanussi Grandi impianti, iniziò il suo impegno politico, iscrivendosi subito al sindacato e poi al partito comunista; è stato segretario della sezione di Santa Lucia di Piave e poi consigliere comunale dal 1980 – continuano -. Nella seconda metà degli anni ’80 ha ricoperto l’incarico di assessore alle attività sociali, sempre nel comune di Santa Lucia e membro della segreteria provinciale del PCI, con incarichi di direzione nel vittoriese e nel Quartier del Piave. Negli anni novanta ha lavorato nel sindacato, assumendo l’incarico di responsabile dei metalmeccanici della FIOM CGIL della Sinistra Piave e successivamente, dal 1996 al 2003, è stato componente della segreteria provinciale sempre della Fiom. La sua attività di direzione è continuata con compiti di responsabilità nella FILLEA (lavoratori dell’edilizia e del legno) e quindi a livello territoriale nei mandamenti di Conegliano e Vittorio Veneto. Con la pensione non ha smesso il suo impegno sociale e civile, operando con ruoli dirigenziali nella segreteria provinciale dello SPI SGIL fino al 2023”.

“Ottaviano Bellotto è nato nel 1952 a Santa Lucia di Piave da una famiglia mezzadrile, la cui storia ha sapientemente tratteggiato in un libro di memorie pubblicato qualche anno fa – dicono ancora Tonella e Zorzi -. La sua casa, come amava ricordare, era un luogo comunitario, mai chiuso, un luogo di incontri e di ospitalità, di confronti e di discussione, elementi che sono stati alla base delle sue scelte di vita e della sua concezione della politica come impegno disinteressato sempre rivolto a migliorare le condizioni delle classi meno fortunate. Ottaviano interpreta il modello dell’intellettuale collettivo di Gramsci, in cui l’operaio non è solo un tecnico o l’espressione professionale del mondo del lavoro, ma è una figura sociale e produttiva, impegnata nella fabbrica, nella società e nelle istituzioni, non uno specialista ma una personalità capace di uno sguardo sull’insieme dei problemi sociali. Non era un letterato, ma la cultura era l’altra sua grande passione oltre la politica. Basta ricordare i suoi saggi sulle vicende politiche e sindacali che hanno interessato la Sinistra Piave dagli anni ’60 agli anni ‘90, ancora utili per comprendere la storia locale, e la sua collaborazione ad un recente volume, “Storia di una festa”, sulle feste dell’Unità in provincia di Treviso dal dopoguerra agli anni ‘80; ma ricordiamo anche i suoi studi musicali, i suoi concerti con un’orchestra di fisarmonicisti (era un valente interprete di questo strumento), la sua presenza come animatore all’interno del gruppo culturale le “Fuische””.

“Il Partito Democratico ha sempre riconosciuto il suo valore come uomo, come dirigente e come militante, e si stringe con affetto attorno alla moglie Daniela e ai suoi familiari per questa enorme perdita – concludono -. Il Partito Democratico e tutti quelli che l’hanno conosciuto sono profondamente convinti che la sua intelligenza e il suo impegno sarebbero stati ancora utilissimi, per molti anni, al partito e all’intera la sinistra trevigiana. Il Partito Democratico si rivolge ai giovani ricordando che una figura come Ottaviano Bellotto può indicare loro un progetto di impegno profondamente diverso, in cui la politica è studio e rigore, approfondimento nel merito, capacità di persuadere senza oratoria furbesca, necessità del confronto con gli altri, e avere sempre come bussola quei principi e quei valori che rendono più libera e più giusta la nostra comunità”.

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