PIANO CASA, ZORZI E FAVERO: “BASTA MEGA-PALAZZI, URGENTE INTRODURRE NUOVI PARAMETRI DI CONGRUITÀ EDILIZIA”

“Prima c’è stata l’importante sentenza del Consiglio di Stato per il caso di Castelfranco, adesso le dichiarazioni di Marzio Favero: meglio tardi che mai. Finalmente non ci sono solo il Partito Democratico, le forze ambientaliste e i numerosi comitati sorti in questi anni a mettere in evidenza le criticità, i rischi e le contraddizioni di uno strumento che sin dall’inizio abbiamo contestato, quello del Piano Casa regionale”. A dichiararlo Giovanni Zorzi e Matteo Favero, rispettivamente segretario provinciale e responsabile ambiente del Partito Democratico a Treviso, entrando nel dibattito sulla maggiorazione delle altezze di edifici realizzati beneficiando del Piano Casa.  

“In deroga agli strumenti urbanistici comunali, l’attuale Piano Casa Regionale ha infatti in questi anni favorito situazioni particolarmente critiche nei nostri territori, sia in termini di consumo di suolo sia di sconvolgimento del contesto urbano – continuano Zorzi e Favero -. Nel tempo sono state moltissime le segnalazioni di ‘diritti violati’ dei cittadini. Le proteste, le mobilitazioni, le raccolte di firme e non ultimo le sentenze dei tribunali ci dicono che bisogna voltare pagina: basta mega-palazzi accanto a costruzioni di pregio architettonico, nuove torri, altro cemento non necessario, basta snaturare le nostre città e i nostri borghi. Siamo la quarta provincia d’Italia per consumo di suolo, un primato da non festeggiare”. 

“La Lega accetti la sfida di una nuova pianificazione sostenibile del nostro territorio, dalle città alle aree periurbane fino alle ultime zone agricole rimaste – incalzano i due esponenti dem -. Riteniamo urgente introdurre nuovi parametri di congruità edilizia per nuovi insediamenti, almeno su base provinciale, spingendo al massimo sulla rigenerazione urbana del costruito con attenzione alla storia dei luoghi. Tutto questo, ad esempio, potrebbe entrare all’interno di una nuova vera ed efficace legge regionale contro il consumo di suolo, minacciato ora non solo dai capannoni ma anche da faraonici campi agro-fotovoltaici, pannelli che potrebbero trovare posto nelle tante aree dismesse venete. Serve un nuovo intervento normativo utile a togliere ogni alibi ad amministrazioni comunali che spesso scambiano il ruolo amministrativo con quello degli stessi proponenti l’intervento. Abbiamo oggi un’occasione unica per fare della Marca Trevigiana un laboratorio nazionale per una pianificazione urbanistica a misura d’uomo vocata alla bellezza. Il Partito Democratico rivendica questa scelta coraggiosa, la Lega cosa vuole fare?”.

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