ULSS 2, IL PD PROVINCIALE: “CARENZA DI PERSONALE RISCHIA DI FAR COLLASSARE GLI OSPEDALI”

“Non possiamo che associarci alla preoccupazione e all’appello della Cgil in merito alla carenza di personale che sta facendo collassare l’Ulss 2 di Treviso. Il personale è sempre più stanco, c’è un clima di disaffezione e scollamento verso chi dirige l’Ulss, da cui dipende, a nostro parere, la buona parte della fuga continua di personale e la difficoltà a trovare qualcuno disposto a venire a lavorare nella nostra Ulss”.

Lo afferma Claudio Beltramello, responsabile provinciale per la Sanità del Partito Democratico a Treviso, alla luce dell’allarme lanciato dalla segretaria Cgil Funzione Pubblica Treviso Marta Casarin riguardo ai dati del personale dell’Ulss 2.

“L’ultima valutazione regionale ha posizionato la direzione dell’Ulss trevigiana tra gli ultimi posti delle aziende sanitarie venete – continua Beltramello -. E purtroppo i dati parlano chiaro: l’aumento del tasso di fuga di medici ed infermieri negli ospedali e distretti trevigiani sembra inarrestabile, ma la direzione continua a concentrarsi solo su come reperire nuovo personale (notoriamente scarso in questo momento storico) invece che far qualcosa per evitare che chi già lavora nella nostra Ulss se ne vada via. Basti pensare al fatto che tra medici e infermieri hanno dato recentemente le dimissioni in 109 e 51 andati in pensione, dei quali molti avrebbero potuto continuare a lavorare qualche anno ancora ma hanno preferito uscire subito dall’Ulss. Se troppi fuggono è inutile piangere sulle graduatorie risicate dei nuovi che possono essere assunti. Se le cose continuano così non si riuscirà mai a colmare la attuale grave carenza di personale ed al massimo si pareggiano quelli che fuggono, cosa assolutamente non sufficiente. Quindi urge un cambio di strategia finalizzato a far rimanere il personale il più a lungo possibile al suo posto, idealmente tutti fino all’ultimo anno di anzianità consentito dalla legge prima della quiescenza. Ed i mezzi e gli strumenti per motivare le persone ci sono, e non si tratta certo solo di denaro”.

“La situazione in cui si trova la sanità trevigiana è estremamente critica – aggiunge Giovanni Zorzi, segretario provinciale Pd –. L’allarme lanciato dai sindacati ci conferma i disagi e le preoccupazioni che raccogliamo ogni giorno parlando con i professionisti e gli operatori o ascoltando le testimonianze di chi si è rivolto ai servizi sanitari della nostra provincia. Ci chiediamo come possano Benazzi e Zaia non esserne consapevoli. Va posta a tutti i livelli una questione politica in modo serio, responsabile ma deciso perché così non si può andare avanti. Tra personale allo stremo, liste d’attesa ancora non risolte per molte specialità e servizi che scompaiono dai territori, servono iniziative immediate e dirompenti. Il Partito Democratico in questi anni è impegnato a sostenere la battaglia per rafforzare la sanità pubblica con più personale, più risorse e più servizi nonché proponendo anche una task force regionale per affrontare il problema della fuga del personale sanitario. Nei prossimi mesi continueremo la nostra raccolta firme nelle piazze e porteremo all’attenzione dei consigli comunali le nostre proposte per cercare di invertire la rotta. Non possiamo accettare che la destra ci porti verso il modello privatistico per cui può avere accesso a servizi e cure migliori solo chi può permetterselo. Per noi questa mobilitazione oggi ha la massima priorità”.

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